Nel 1950 Emidio Lazzarini, riceve in eredità l’azienda di famiglia, il “Calzaturificio Lazzarini”. Al tempo Emidio, lottatore e calzolaio, si dedicava con successo alla disciplina della lotta indossando però scarpe scomode e inadatte.

Così forte della tradizione di fampantofola d'oroiglia, decide di confezionare da se stesso le sue calzature, rendendole morbide e confortevoli. La voce si diffonde, e altri lottatori si rivolgono a lui per avere scarpe su misura.

Lazzarini intuisce che la sua idea di scarpa può interessare ad altri atleti. E inizia la sua avventura: fa le scarpe per l’Ascoli, la squadra di football della sua città, e il successo è immediato: tutti i giocatori diventano suoi affezionati clienti.

PANTOFOLA D’ORO E IL CALCIO

La scarpa presto si perfeziona, raggiungendo un altissimo livello di qualità, fino a diventare la calzatura di riferimento in campo sportivo, in particolare per il mondo del calcio, rivoluzionando le caratteristiche di questo sport.

Soprattutto grazie all’uso di pelli di vitello eccezionalmente morbide, che sostituirono il cuoio rigido normalmente usato, permettendo così libertà di movimento al piede e garantendo un controllo di palla unico. Inoltre la forma ergonomica della calzatura assecondava perfettamente la forma del piede.

Nel 1959 è proprio John Charles, il leggendario giocatore della Juventus, a battezzare così le scarpe che i campioni di tutte le più importanti squadre di calcio vogliono, e vorranno, anche ai loro piedi. La fama di queste calzature passa da Capello a Cerezo, da Di Stefano a Mancini fino ad arrivare ai piedi di Dino Zoff, simbolo della nazionale italiana per la terza volta campione del mondo nel 1982. E’ quello il periodo in cui Pantofola d’Oro passa dalle scarpe totalmente nere alle tre stelle ricamate, simbolo del marchio.

Allora infatti non esistevano alberghi a quattro, cinque stelle. Solo le tre stelle, come nella cucina, simboleggiavano il lusso, ed è per questo motivo che da allora le tre stelle adornano orgogliosamente ogni paio di Pantofola d’Oro.

PANTOFOLA D’ORO E GLI ALTRI SPORT

Ma Pantofola d’Oro non è solo calcio. La stessa cura e la stessa abilità artigianale nel confezionare le scarpe, Emidio Lazzarini la dedicò anche ad altri sport, primo fra tutti il Rugby.

Per il Rugby, Lazzarini adattò i modelli delle scarpe da calcio: ne rinforzò la punta e ne alzò la tomaia. Con le sue scarpe ai piedi squadre gloriose come gli Amatori Aquila parteciparono alla serie A nel 1951-52 destando l’ammirazione e la meraviglia dei tecnici e degli sportivi.

Nel rugby italiano, povero di mezzi ma ricco di valori, i giocatori si portavano i panini da casa, e andavano in trasferta a bordo di autocarri, caricati sul cassone, talvolta esposti alla pioggia e alle intemperie. Una passione simile per il gioco, più forte delle fatiche e delle privazioni, non poteva non colpire un lottatore come Emidio Lazzarini.

Oltre alla lotta, calcio e rugby, nel corso degli anni, anche tennis, pallacanestro, golf e ciclismo hanno potuto vedere sui campi da gioco le leggendarie pantofole dorate. Dalla fine degli anni Sessanta erano molti i campioni della bicicletta ad ottenere grandi vittorie con le scarpe di Pantofola d’Oro, tra questi Moser e Chiappucci.

PANTOFOLA D’ORO: LA RINASCITA NEL 2000

Negli anni 2000 assistiamo alla rinascita di Pantofola d’Oro e all’affermazione come uno dei nomi protagonisti del Made in Italy di alta gamma.

Dopo anni di chiusura venne ripresa la produzione, continuando con le scarpe da calcio, e iniziando una produzione di scarpe da tutti i giorni.

Il mondo di Pantofola d’Oro si rifà a quei primi modelli artigianali, frutto della mente del geniale Emidio Lazzarini, rielaborati nella forma e nei materiali, ma sempre vicini a una sartorialità indissociabile dall’Heritage del marchio. Realizzate a mano con la stessa cura che ne caratterizzava la costruzione già dal 1886, le scarpe da calcio Pantofola d’Oro sono scarpe tradizionali, leggere e flessibili, prodotte con i pellami più morbidi che è possibile reperire.

I pellami sono tutti selezionati a mano e il taglio avviene a “paio intero” su una stessa pelle. Le scarpe sono prodotte al 100% in Italia con una cura estrema del dettaglio e un’attenzione maniacale per ogni processo della lavorazione.

Ma è il leisurewear (abbigliamento per il tempo libero) il principale settore di sviluppo.

C’era una volta un marchio artigianale, convinto che il prodotto avesse un’anima, che la qualità fosse il suo vero fondamento, capace di parlare al cuore dei più grandi atleti e campioni. Quel marchio c’è ancora, si chiama Pantofola d’Oro ed è divenuto leggenda perché nella sostanza non è mai cambiato: stessa dedizione, stessa voglia di interpretare, anno dopo anno, i sentimenti del proprio tempo.