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Bad Deal è un incidente estetico tra un tunnel metropolitano e un giardino di rose.
Nel nostro dna c’è la vernice.
Ministri del culto dell’imperfetto.

 

Bad Deal è tutto quello che sta sotto alla superficie, nei sotterranei, nell’inconscio, in profondità. Perché quello che sembra non conoscibile non è detto che sia sempre buio, può essere anche fosforescente. Bad Deal esce in verticale dai bassifondi della mente, si smembra e si ricostruisce, si mette per strada e marcia con le sue gambe, ragiona con la sua testa e prende vita. Non perdendo mai la sua anima metropolitana. Aggressività cromatica, caos e stimoli costanti in precario equilibrio tra di loro. Un sasso lanciato in mare che crea cerchi irregolari.

BAD DEAL, LA COLLEZIONE S/S 2017

La seconda collezione del brand “Bad Deal” si ispira alla natura in città.
Il marchio lanciato allo scorso Pitti ha come filo conduttore la spasmodica ricerca di contrasto tra due mondi apparentemente inavvicinabili.

La prima collezione è stata un viaggio senza tempo sotto ai tombini della metropolitana, in un modo ignoto, ma frenetico, con questa seconda collezione si vuole approdare sul suolo. Sui marciapiedi che tutti i giorni calpestiamo per arrivare alla meta.
Da una parte il cemento dall’altra un’edera rampicante nello stesso spazio circoscritto.

Questa seconda collezione racconta due storie agli antipodi: una storia di tutti i giorni, di un pomeriggio tra il polline in un parco di periferia, che ha ispirato le grafiche della collezione , e una storia di fantasia, per continuare la collezione dei maglioni tratti da “favole moderne” scritte apposta per ogni capo in jaquard. Una fiaba che ha come protagonisti balene che spruzzano vernice, un orsetto di miele che attira soltanto mosche, un cane che ha mangiato troppo, un unicorno tatuato. Queste le quattro storie dei volumi collezionabili, che vanno ad arricchire la raccolta dei primi cinque volumi lanciati per l’invernale.

Questa collezione mette accanto la bellezza della natura e lo sporco della città.
La visione di chi vive a fondo il proprio posto nel mondo. La bellezza della natura nella semplicità di un papavero sui marciapiedi dissestati della città. Un graffito incorniciato da fiori di campo e all’orizzonte l’asfalto della super strada e il grande cielo. Il romantico della natura e la decadenza dell’essere umano.

La città romantica. Un’antenna parabolica illuminata dalla luce dell’alba in città. Il muschio nelle crepe di una fabbrica abbandonata. L’asfalto bagnato dopo un acquazzone.

BAD DEAL: UNA COLLEZIONE FIRMATA DAI MIGLIORI STREET ARTIST

 

Se per l’A/I 2016 sono stati usati quasi esclusivamente colori primari e decisi per raccontare una storia fatta di contrasti vivi sotto al livello del suolo, la P/E 2017 è un esplodere di gialli segnaletici e verdi vitaminici, affiancati dalla loro stesse sfumature. Un rosa shocking e un rosa cipria. Un blu oceano e un azzurro ghiaccio. Un colore e un non colore.

ZOOW 24 RITRATTOTagli oversize per continuare il filone della moda “no gender” per maglie ideate e realizzate esclusivamente in Italia, insieme a t-shirt e felpe. Uno sviluppo maschile e uno femminile invece per il denim (nella versione pantalone, shorts e giubbotto) arricchito da ricami, patch e bomboletta spray. Infine pezzi con dettagli unici che conferiscono esclusività al capo. Vestibilità che richiama la metà degli anni ‘80, quelli di “Beat street”.

Alla main collection è affiancata una capsule di pezzi d’autore, infatti sono stati chiamati alcuni degli street artist più attivi della scena italiana a costumizzare un look, e il tutto avverrà sotto l’occhio del pubblico. Si terrà infatti un “Live painting” presso la piazza centrale della Fortezza da Basso durante i giorni del Pitti, nel quale sulle note di un rapper emergente (Mike Castello ndr), ogni artista interpreterà la sua visione di “Romantic street”.

ZOOW24, LA SUA ARTE E’ PARTE DELLE COSE

E’ un incontro tra ragione e visceralità. Irrazionale e immediata, può essere descritta come un sincrono di varie frequenze. Le sue tele sono un’incubatrice d’avanguardia. In una ricerca spasmodica di “nuovo e pieno” in contrasto con la desolazione della società.

Arte è il rapporto immateriale tra un emittente e un ricevente, quello che c’è di seducente, nelle opere di Zoow, è la natura delle onde. Quello che scorre tra la concretezza di chi osserva e chi viene osservato. Chi, non cosa: i suoi disegni vivono perché si impossessano di quello spazio.

Nasce come writer e in poco tempo raggiunge la fama a livello internazionale per i suoi pezzi pieni di “puppets”. Dipinge nella maggior parte delle città più importanti del mondo. Dall’Europa all’America.

Tra le varie esposizioni alle quali ha partecipato ricordiamo il suo impegno, per due anni consecutivi, all’evento Milano Piano City al Pac Gam. Presso il Museo di Arte Contemporanea ha esposto alcuni pianoforti costumizzati da lui attraverso vari materiali di recupero. Il Comune ha deciso di scommettere su di lui per altri progetti di riqualificazione urbana, come la realizzazione di muri di edifici storici. Ricordiamo anche: “Graffiti is not a crime”, mostra tenutasi alla galleria Pavesi, “Wanderwalls” presso la Fabbrica del Vapore, “ArteForte” a Pietrasanta.

Ha inoltre preso parte a ”Food Art Factory” durante il Salone del mobile 2013/14 con un livepainting. Ha eseguito un murales di oltre 80 metri per un programma di rinnovamento di una stazione ferroviaria abbandonata che è poi diventata punto nevralgico e musicale durante tutto il periodo di Expo.