SHARE

La nostra nostra attività nasce nel 1955, fondata da mio padre con i suoi fratelli, e la nonna che confezionava camicie.

Tutto è iniziato da parte mia – racconta uno dei fondatori Angelo Inglese – come una missione: far conoscere il prodotto tradizionale fatto a mano, ad un’utenza internazionale e ci siamo riusciti con tanto lavoro e tanta dedizione.

G IngleseDall’ex-premier giapponese Hatoyama, al maestro F. F. Coppola, a nomi noti del panorama internazionale, fino ad arrivare al Principe William d’Inghilterra il quale ha voluto indossare la nostra camicia per il giorno del suo matrimonio.

G. INGLESE: LA SARTORIA E’ UN LAVORO FATTO CON AMORE 

Ci ha premiato il coraggio di aver attinto e guardato al passato per andare ben oltre i nostri confini. Con G. Inglese dell’antica tradizione ne abbiamo fatto la nostra fonte di ispirazione, nella sartoria c’è la cultura non scritta del nostro paese, tramandata, c’è il lavoro di tanti, la coscienza di sé e della propria dignità.

G Inglese
Angelo Inglese impegnato nel “taglio e cucito”

E’ un lavoro meticoloso, artigianale fatto con amore e passione.

Molti sono spinti dalla curiosità di sapere come io sia riuscito a far emergere la mia azienda pur operando in un piccolo paese della Puglia, Ginosa. In tanti sono meravigliati dal forte legame che mi lega la mia terra. Dal nostro archivio di famiglia, infatti, attingiamo costantemente carta modelli autentici, per rielaborarli e farne veri e propri pezzi d’arte.

G. INGLESE, I CAPI ICONICI

I capi più famosi G. Inglese sono sicuramente la Camicia G. Inglese Deluxe. La peculiarità è la sua realizzazione in 25 passaggi, eseguiti esclusivamente a mano con filo di seta. Il taglio singolarmente a mano e cucita esclusivamente con antiche macchine Singer a pedale, morbida nelle sue cuciture, le maniche armoniose inserite “a busto chiuso” in cui viene ben dosata la lentezza donando, alla camicia, un maggiore appiombo.
Vengono poi ribattuti a mano il collo, il lato asole, il giro manica, gli spallini, il carrè, vezzi di sartoria che la contraddistinguono come le travette ricamate a mano.

G Inglese
Cravatta a dieci pieghe

Un altro capo intramontabile è la Cravatta a dieci pieghe. Elemento di pregio degli anni ’50, la cravatta a dieci pieghe veniva realizzata da un unico square, il cui tessuto prendeva vita sugli antichi telai a navetta, tagliata in perfetto sbieco ed in misura predefinita. La cravatta viene tagliata, orlata in filo di seta e prende forma grazie al tessuto ripiegato, appunto, dieci volte su se stesso, la cui soletta tiene chiuse le pieghe con un bottone in vera madreperla cucita con punto a giglio. Infine il passante è realizzato all’uncinetto, tipica arte manuale del nostro territorio.

G IngleseInfine indimenticabile la Polo Gianni Agnelli di G. Inglese. Questo modello, con taglio nostro esclusivo, era indossata dall’Avv. Gianni Agnelli durante le sue passeggiate a Capri. E’ stata rivisitata con un tocco di innovazione per renderla più slanciata e sportiva con l’abbottonatura più corta. I dettagli a mano sono l’impuntura sull’abbottonatura, le asole, le ribattiture e i ricami delle travette.

Altri accessori hanno completato la nostra proposta: i gemelli ad uncinetto, le pochette da taschino orlate a mano e il nostro fiore all’occhiello della giacca fatto ad uncinetto, che è diventato ormai il simbolo della nostra sartoria.

G. INGLESE E IL LIBRO “GREEN ITALY”

Tutto ciò – continua Angelo Inglese – ha interessato anche il mio ormai carissimo e stimato amico Ermete Realacci, che ha parlato della nostra storia nel suo ultimo libro, Green Italy, dicendo che occorre utilizzare la ricchezza delle nostre tradizioni per dare valore e giusta dignità a quello che un tempo era un lavoro povero e mal remunerato.

Il nostro desiderio di riscoperta delle tradizioni ci ha portato a rivalutare il telaio in legno, un attrezzo presente nelle nostre famiglie fino agli anni ‘60, poiché ogni donna ne possedeva uno per realizzarsi il proprio corredo.

In seguito purtroppo, con l’avvento della grande industria questi attrezzi sono andati letteralmente distrutti. La caparbietà e la tenacia di riprendere questa antica arte di G. Inglese e realizzare i tessuti con cui andremo a confezionare le giacche e le morbide sciarpe, ci ha portato a sostenere un progetto, “Pecore Attive”, portato avanti da un alcuni ragazzi di Altamura, riuscendo a tessere la lana delle pecore pugliesi, che ci permetterà di completare la filiera, tutto Made in Puglia.

G. INGLESE, IL FUTURO E I GIOVANI

Nei nostri progetti immediati si prevede di tramandare quest’arte alle nuove generazioni con l’apertura di una scuola di sartoria in cui si partirà dall’origine, dalla realizzazione del tessuto con la novità di utilizzare gli antichi telai a mano.

Obiettivo di questo progetto è recuperare i giovani dalla disoccupazione e rivalutare gli antichi mestieri.

Negli anni passati avevamo acquisito una struttura da adibire sia a laboratorio che a scuola di sartoria investendo nella sua ristrutturazione, ma i lavori di completamento sono stati interrotti a causa di un crollo che ha interrotto la strada di accesso all’intero complesso e con essa i nostri progetti di G. Inglese sono stati momentaneamente sospesi.

Ma la Scuola di Sartoria è il cuore pulsante di tutto il nostro progetto aziendale e da alcuni mesi l’iniziativa è stata ripresa cercando di individuare una nuova sede per l’Istituto Internazionale dell’Artigianato il cui scopo sarà di istruire i nuovi artigiani nelle arti della sartoria, della realizzazione di scarpe fatte a mano, della lavorazione del legno e della pelle e, anche, nell’arte della cucina con la rivalutazione di ricette e bio-prodotti agricoli locali.